Storia Della Fiat 500

Nel lontano Luglio del 1957 nasceva una nuova "mini" vettura che, secondo gli intenti della Fiat, avrebbe dovuto soddisfare i desideri e le necessità di tutti quegli italiani che ancora non si erano potuti comperare un’auto. A questa nuova nata viene data il nome di "nuova 500" ed il compito di colmare il settore lasciato vuoto dalla 500 C "Topolino".
Questa nuova vettura, molto spartana, monta posteriormente come la 600, un motore bicilindrico raffreddato ad aria, con una cilindrata di 479 cc. ed una potenza di 13 CV, sufficienti a spingerla ad 85 km/h. il suo costo, decisamente basso, è di sole 490.000 lire. Purtroppo l’eccessiva spartanità della vettura la rende non gradita al pubblico e ciò si ripercuote subito sulle vendite, per cui la Fiat è costretta a correre subito ai ripari presentando al Salone dell’Automobile di Torino, a Novembre del 1957, la nuova versione della 500 definita "Lusso" o "Normale".

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- Raduno Fiat 500 Maggio 2001 -

Questo modello, che si affianca alla versione "economica", differisce da quest’ultima per piccole modifiche all’albero a cammes ed al carburatore, mentre vengono apportate notevoli migliorie alla carrozzeria, tra le tante ricordiamo l’aggiunta delle cornici dei fari, i deflettori con fermo sulla maniglia di apertura, i vetri laterali discendenti, il comando degli indicatori di direzione sul volante, i profili cromati sulla cintura laterale e sulla base delle fiancate, le coppe coprimozzo cromate, il sedile posteriore imbottito e la sigla in metallo "Nuova 500" sul cofano motore.
Il prezzo rimane invariato (490.000 lire) mentre quello della versione economica scende a 465.000 lire. A questi modelli si affianca, a metà del 1958, la versione "Sport" che presenta una carrozzeria completamente metallica (a richiesta può essere fornita con il tetto parzialmente apribile ed in tessuto di tela gommata) con le fiancate percorse da due fasce di colore rosso. Il motore risulta potenziato e la sua cilindrata sale a 499,5 cc. che le consente, con una potenza di 20,5 CV, di raggiungere facilmente i 105 km/h. nuovi sono anche i gruppi ottici posteriori.
Malgrado tutto la "Nuova 500" stenta ad inserirsi sul mercato, tant’è che nel 1958 le vendite scendono dalle 12.505 unità del 1957 a 9447. Tuttavia, la validità del progetto e le molte migliorie apportate fanno sì che finalmente nel 1959 la vettura incominci ad essere apprezzata da tutti: essa, infatti, è simpatica, compatta, ideale per il traffico cittadino, dai costi di manutenzione ridotti, utilizzabile anche per i viaggi di una certa lunghezza e che, grazie al suo sistema di raffreddamento ad aria, può essere lasciata per strada senza molti problemi per la messa in moto del mattino.

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- Raduno Fiat 500 Maggio 2001 -

Le vendite, quindi, gradualmente cominciano a salire passando a 26.246 unità nel 1959 ed addirittura a 67.013 nel 1960. In quest’anno, nel mese di maggio, nasce la versione "giardiniera", una piccola station wagon dal costo di 565.000 lire. Caratteristica di questa vettura è il motore "a sogliola", soprannome che sta ad indicare la particolare disposizione del propulsore, quello normale della 500, ruotato però di 90° per consentire un bagagliaio sufficientemente capiente alle spalle del sedile posteriore.
Nell’autunno del 1960 nasce un nuovo modello della 500 denominato "D". Questa versione, il cui costo è di 450.000 lire, monta un motore derivato dalla 500 Sport (la cilindrata passa dunque da 479 a 499,5 cc) in grado di erogare 17,5 CV e di spingere la vettura a 95 km/h. diverse modifiche, oltre a quelle meccaniche, vengono apportate alla carrozzeria, tra le tante: tettuccio parzialmente apribile in tela gommata, nuovi gruppi ottici posteriori e lampeggiatori anteriori, introduzione dei ripetitori laterali delle frecce. All’interno compare il posacenere sul cruscotto e lo schienale posteriore diviene ribaltabile per incrementare le possibilità di carico; in ultimo, anche se occultato alla vista, troviamo il serbatorio della benzina di nuova foggia.
Contemporaneamente alla nascita della 500 D "muore" la versione sport che, nella sua seppur breve vita, tante soddisfazioni aveva dato a coloro che l’avevano destinata ad un uso agonistico. Il ritmo delle vendite sale progressivamente e la 500 ormai invade tutta l’Italia: la sua produzione sale, infatti, a 58.842 unità nel 1961, a 93.352 nel 1962, a 148.290 nel 1963, toccando i 163.588 esemplari prodotti nel 1964.

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- Raduno Fiat 500 Maggio 2000 -

Nel quadro di una maggiore sicurezza dei passeggeri, nel marzo del 1965 la Fiat presenta una nuova versione della 500, la "F", caratterizzata dalle portiere incernierate anteriormente, o meglio "controvento", e dal parabrezza di dimensioni maggiorate. Gli indicatori di direzione anteriori "perdono" il supports portagemma in alluminio lucidato e sono ora completamente in plastica, i gruppi ottici posteriori sono più squadrati, vengono eliminati tutti i listelli in alluminio sul cofano anteriore e sulle fiancate. Se da un lato la frizione viene rinforzata unitamente ai semiassi, dall’altro il motore subisce un lieve incremento di potenza arrivando alla soglia dei 18 CV. Il prezzo al pubblico è, nel 1965, di 475.000 lire. In tale configurazione la 500 F continua ad essere prodotta sino al 1968, anno in cui viene presentata la versione "lusso" che è caratterizzata da una carrozzeria più curata e da interni migliorati. Esternamente presenta delle protezioni tubolari per i paraurti, nuove coppe cromate per i cerchioni, diverso frontale e fregio Fiat di nuovo disegno, listelli cromati nelle guarnizioni del parabrezza e del lunotto posteriore. L’interno è completamente rinnovato e prevede, oltre ad un nuovo tessuto per i sedili, che diventano totalmente reclinabili, anche un nuovo blocco strumentazione, simile a quello installato sul modello 850 berlina. Il prezzo di listino viene fissato in 525.000 lire.
L’ultima versione della 500 nasce nel 1972 e, denominata R, cioè "rinnovata", viene presentata al Salone dell’Automobile di Torino, unitamente alla nuova utilitaria del Gruppo: la "126".
Come quest’ultima vettura, la 500 R monta un motore di 594 cc capace di 18 CV che, seppur decisamente più tranquillo rispetto a quello della 126 (23 CV e cambio sincronizzato) le consente di superare i fatidici 100 km/h.
Modifiche di lieve entità vengono apportate anche alla carrozzeria: nuovi cerchioni con copertoni radiali, paraurti senza rostri, nuovo logo Fiat di tipo romboidale montato sul frontale e sul cofano motore, assenza totale di listelli cromati.
La produzione di questo modello procede piuttosto a rilento in quanto i nuovi acquirenti preferiscono la 126 che, a parità di cilindrata, è più comoda, più veloce, più moderna ed ha il cambio sincronizzato nelle 3 marce superiori.
Così, lentamente, il mito degli anni ’60 si anemizza e sparisce dal mercato nell’estate del 1975, dopo circa 20 anni di vita e 3.678.000 esemplari prodotti. La sua scomparsa non fa sicuramente scalpore ma segna la fine di un periodo di "gioventù" per tanti diciottenni dell’epoca che su essa hanno mosso i primi passi di automobilisti e che con essa hanno vissuto tanti attimi di "passione" con la propria anima gemella.