CENNI
STORICI
COMUNE DI RICCIA
Piccola cittadina del centro sud, RICCIA, si trova in MOLISE,
provincia di Campobasso, con latitudine 41° 29’ 30’’.
Negli anni passati era uno dei centri più popolosi del Molise, oggi conta un
numero di abitanti pari a circa 6101. La sua economia è basata prevalentemente
sull’agricoltura e nel terziario. Riccia giace su un crinale di due colline
aprendosi ad anfiteatro alla Valle del Fortore, ed è ad un’altezza rispetto
al livello del mare pari a 700 m., quindi media collina, e la sua esposizione
settentrionale fa si che vi sono rigidi inverni e piacevoli estati ed autunni.
La riprova è nel fatto che, durante il Regno Borbonico molte famiglie nobili
del tempo passavano qui le loro villeggiature, data anche la salubrità
dell’aria è la quasi mancanza di epidemie di morbi endemici, che piagavano,
allora, il territorio del regno.
Le origini di detta cittadina sono incerte, però le poche notizie
che abbiamo, fanno risalire la formazione del territorio in età preistorica,
databile tra il cinezoico e il cretaceo superiore, quando cominciò la sua lenta
emersione dalle acque, pari a 14mila secoli fa. Tutto il territorio si definì,
come lo conosciamo oggi, all’inizio dell’epoca quaternaria o neozoica ed il
periodo glaciale (Canestrini). Notizie certe sui primi abitatori di queste zone
non ve ne sono, anche se vi sono stati ritrovamenti d’avanzi di crani umani,
strumenti litici, armi primitive (L’ascia di Ceppagna). Questi reperti li si
fa risalire a periodi ben precisi come: della pietra, del rame, del bronzo e del
ferro. Essi sono custoditi, come quasi tutti i reperti trovati nel Molise
dell’epoca, presso il Museo preistorico ed etnografico di Roma e in quello
antropologico dell’Università di Napoli, oltre che nel museo provinciale
Sannitico di Campobasso. Fu poi Sannita, nell’agro Riccese c’erano sette
piccoli villaggi agricoli, chiamati casali dall’Amorosa. L’agro di Riccia
risultava strategico per i Romani, perché vicino a Malevantum, attuale
Benevento, Saepinum (Sepino) e Bovianum (Bojano), Murgantia (Baselice), Mucrae e
Celenna (Morcone e Celenza Valfortore), che erano grossi centri Sanniti. Da un
lato c’era la facile entrata in Campania e nelle Puglie dall’altra il
controllo di una zona strategica, tramite l’assegnazione del territorio ai
veterani di Silla( ius quiritum), provenienti, probabilmente, da ARICCIA
laziale, non avendo grosse difficoltà nello sgominare i villaggi agricoli su
citati, è lecito pensare che le aquile Romane, si siano stabiliti qui, subito
dopo le vittorie di Papiro Cursore e Fabio Rulliano entrando a far parte della
IV regione romana. (Frontino, dall’Amorosa)
In agro di Riccia si hanno, anche, notizie di fiorenti commerci con le colonie
greche e le città della Magna Grecia delle regioni limitrofe, a testimoniare il
fatto è sia l’Amorosa che il Granata (La storia di Riccia)ci parlano di
ritrovamenti di monete Greche databili tra il 480 e il 336 a.C.
Altre notizie, su Riccia, si hanno a proposito dei periodi che vanno a cavallo
tra il periodo feudale alla rivoluzione Francese, caratterizzata dalla famiglia
de Capua principi di Riccia, dei possedimenti nel Molise e dei legami con il
regno di Napoli alle controversi con l’Università di Riccia, sui possedimenti
degli erbaggi del bosco. Fino alla caduta di detta famiglia con la semi
distruzione del castello, il periodo Napoleonico, la carboneria, il brigantaggio
e le alterne vicende di Pietro Moffa. Prima proscritto, come sedizioso, per il
Regno delle due Sicilie poi deputato nel primo parlamento Italiano di Vittorio
Emanuele.
UN
PO' DI STORIA PER SAPERNE DI PIU'